SEMINARIO “DISARMO INTERIORE E PRATICHE DI AUTOGUARIGIONE”

Carissimi amici, amiche e ricercatori dell’Essenza,

è con piacere e affetto che io e Armando Jivan Sahi vi invitiamo al seminario  ” Disarmo interiore e pratiche di autoguarigione” che si terrà sabato 21 febbraio dalle 15 alle 20 presso la Caverna di Platone in via degli Scipioni 175/a.

Nella locandina, tutte le informazioni.

locandina ok seminarioA presto, vi aspettiamo per abbracciare insieme la Gioia, il Benessere e la Libertà incondizionata che ci appartengono per diritto di nascita al di là di qualsiasi realtà apparente.

Felicità,

Mariateresa R.Conte Sagara

Annunci

Un libro per ri-trovarTi passo per passo

copertinaokSe sei stanco della tua abituale infelicità, dei tuoi conflitti nelle relazioni e dei tuoi piccoli e grandi disagi psicofisici, lasciati accompagnare dal nuovo saggio di M.teresa Ruocco Conte Sagara che, passo per passo, ti guida in una graduale riconquista della consapevolezza e del benessere, attingendo al principi del Paradigma Olistico e della Nuova Scienza. Puoi acquistare il libro on-line cliccando sul seguente link:http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1108417

Per la versione e-book clicca qui di seguito:

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1108417

Il primo passo per guarire

Cari amici/che e ricercatori,

vi siete mai chiesti qual’è il primo passo per cominciare a stare meglio? Vi siete mai chiesti se esiste un modo per entrare nel processo della guarigione?

Un modo, universale, esiste. E’ quello di riconoscere il disagio che si prova, avere il coraggio di guardarlo per davvero e lasciarsi andare alle sensazioni che sopraggiungono. Se emerge dolore, frustrazione, senso di impotenza, rabbia, è il segnale che stiamo entrando in noi stessi, nella nostra interiorità. Accogliamoci. Importante è però non commentare, non giudicare. Portiamo, semplicemente, Luce e Consapevolezza su ciò che ora sentiamo come “problema” e rimaniamo in ascolto.

Ascoltarsi senza giudicare vuol dire portare l’attenzione sulle sensazioni presenti, fisiche ed emotive, senza esprimere pareri, senza cercare colpe “esterne”.yantra

La sofferenza nasce dalla negazione di un disagio, non dal disagio stesso. Perchè, il più delle volte, il disagio, esaurita la sua funzione di svegliare la nostra anima, se ne va.

Vi ricordo che potete scrivere ed esprimere le vostre esperienze e/o domande direttamente qui sul blog. Le e-mail personali vanno indirizzate da ora esclusivamente a:

lacasadellanima@libero.it

Vi auguro un felice proseguimento di estate e Rinascita!

Mariateresa Ruocco Conte Sagara

FELICE RIENTRO DALLE VACANZE!

Immagine…….Un abbraccio a voi tutti ed un piacevole ritorno! A voi stessi, alle vostre aspirazioni più recondite, ai vostri desideri.

Se state con i desideri, siete salvi.

A proposito di aspirazioni recondite, se provate da tempo la sensazione di non riuscire veramente a comprendere che cosa volete più nel profondo, vuol dire è tempo di fare chiarezza. Potete concedervi un viaggio dentro di voi, un’immersione in quello che è il vostro più intimo territorio interiore.

Sono aperte le iscrizioni per il prossimo workshop di meditazione e tecniche di rilassamento che si terrà nel mese di ottobre.training auto

In attesa, ricordiamo è possibile come sempre richiedere su appuntamento sessioni individuali di training autogeno per imparare a ri-ritrovare il proprio equilibrio psico-emotivo e superare, attraverso l’utilizzo consapevole del respiro, della visualizzazione e della capacità innata di autoguarigione del nostro corpo-mente, piccoli e grandi disagi del vivere tra i quali ansia, disturbi alimentari e del sonno, disagi relazionali e sul lavoro oltre a sintomatologie psicosomatiche come colite, gastrite, dismenorrea, mal di testa etc.

Per maggiori informazioni, iscrizioni e/o per richiedere una sessione, è possibile contattare il numero 346/0462500 preferibilmente 10-00-12.30 oppure 16-30-19.00-

Più meditazione, meno stress

lavoro1Il quotidiano a cui siamo condizionati dalla società in cui viviamo, incentrato sulle dimensioni della produzione e del consumo, intessuto sulla logica del “ fare “ e  così poco su quella del “ sentire “, ci conduce inevitabilmente verso confusi lidi di dimenticanza e spesso ignoriamo chi siamo davvero nell’essenza.

Ci sentiamo “ integrati “, “ nel giusto “ quanto più riusciamo ad interpretare, con successo pubblico ed economico, il copione di “ ingranaggi del sistema “ ; quanto più, comodamente, senza indugio, aderiamo alle aspettative, ai modelli predeterminati di quest’ultimo. Tuttavia, a discapito dei bisogni di controllo, familiarità e comodità dell’Io, i  dilaganti malesseri psichici e sociali della nostra epoca denunciano orizzonti aridi e ristretti. Così lontani dallo “ star bene “ con sé stessi, con gli altri, con i principi vitali e archetipici.lavoro2

I volti tesi, gli sguardi spenti e freddi delle persone che comunemente incontriamo per strada, ne sono una testimonianza. Ognuno è ben difeso, trincerato nel suo micro- universo di sopravvivenza, è la pedina, perlopiù inconsapevole, d’un gioco giocato da altri, e dunque come potrebbe sentire la Vita nel suo Essere, comunicare vivacemente con lo sguardo, magari sorridere ai passanti? Come potrebbe esperire, sentire la presenza dell’ “altro da sé “ accompagnato dalla consapevolezza della propria persona, della propria storia, del proprio diritto ad esistere pienamente? Allora, per riprenderci questa consapevolezza, questo “ stare presenti “ a noi stessi, ai nostri sentimenti, alle nostre -e altrui- esigenze più autentiche, non aspettiamo un’altra società, un altro luogo in cui vivere, un’altra chance professionale, un’altra relazione. Non aspettiamo. lavoro3Ancora. Non guardiamo al di là della nostra persona.

E’ soltanto dentro di noi che possiamo partorirCI e partorire la pace, la verità di ciò che siamo. Al contrario di ogni previsione, non si tratta d’una verità-pace personale ma cosmica, universale. Percepibile da ogni individuo che sappia allontanare le ridondanze, le maschere, le parole di troppo, il rumore di troppo di cui siamo circondati e creare spazio libero nella mente e nel cuore.  Nessun attaccamento, nessun pensiero. Vuoto e spazio. Lucidità. Cedevolezza. Mare del Sé che entra, abbraccia, sovrasta il fiume dell’Io.

Scegliete l’angolo più accogliente della vostra casa, se non c’è ideatene uno che vi faccia sentire alavormedit vostro agio ; per nutrire il calore dell’ l’atmosfera procuratevi delle candeline da accendere, degli aromi che gradite particolarmente, dei cuscini grandi e morbidi. Può essere di aiuto anche ascoltare della musica rilassante. Bene, una volta predisposto il “ dove “, provate ad accomodarvi  nella posizione yogica del “ mezzo loto “ma va bene qualsiasi posizione vi risulti agevole da mantenere nel tempo purché non incrociate né braccia né mani ed abbiate la schiena dritta. Generalmente, si comincia la meditazione focalizzando l’attenzione sul respiro, sull’alternanza dell’inspirazione e dell’espirazione. Tuttavia, per un primo approccio, vi suggerisco semplicemente di chiudere gli occhi e visualizzare nella vostra mente un’immagine della natura che vi evochi serenità come un’immensa vallata verde o un orizzonte sconfinato, un calmo lago di montagna. Mantenete in voi l’immagine scelta per quanto più tempo possibile, fate sì che questa si espanda e ingrandisca così tanto da sovrastare qualsiasi altra immagine o pensiero. Voi siete zen meditazquell’immagine. Non esiste null’altro.

Lentamente, cominciate ad avvertire gli eventuali “ suoni “ del paradiso naturale in cui siete immersi, lo scorrere dell’acqua, il canto degli uccelli, il morbido cadere della pioggia sul terreno, l’infrangersi delle onde sul bagnasciuga etc.  Vi sentite attaccati, di nuovo, da parole e preoccupazioni? Fatele uscire dalla vostra mente ogni volta che espirate. Buttatele letteralmente fuori. Ad ogni inspirazione entra in voi la calma, la luce, il benessere del paradiso che state visualizzando, ad ogni espirazione scivolano via l’ansia, il malessere, i pensieri, i timori.

Continuate così, sentitevi pervasi da un flusso – ascendente dai vostri piedi sino alla sommità delavoro4l capo che vi rigenera e illumina – e da un altro discendente dal capo ai piedi, che vi pulisce dalle scorie, dai dolori fisici e psichici lasciandovi liberi, sani, pacificati. Dopo una decina di minuti di questa pratica, di questa piena presenza interiore, comincerete a percepire un profondo benessere, una sensazione di armonia con voi stessi e la vita. Che smacco, che sconfitta per il nostro Io, per la nostra “ ragione “ che ci vorrebbe sereni soltanto se “ a posto “ con i progetti, i doveri, le aspettative !

Eppure, come potrete sperimentare, la pace dell’animo non è in relazione agli eventi della nostra esistenza ma a quell’Unico Evento che è il nostro legame con l’Infinito. Questo legame non subisce variazioni, non è mutabile né imprevedibile. Accompagna ogni istante del nostro Vivere. Al di là di ogni contesto sociale o personale che ci gratifichi o meno, questo legame non ci abbandona, non sparisce neppure nel chackras energiabuio dell’inconsapevolezza, semplicemente non lo vediamo.

La meditazione ci aiuta così ad entrare nel vivo di ciò che siamo, nella nostra spiritualità e ad attingere alla sorgente di pace permanente della nostra essenza universale. Questa pace è sempre presente in noi, non dipende da variabili misurabili, è uno stato di coscienza.

Mariateresa Ruocco Conte