Il linguaggio dei sintomi

” Il sintomo guarisce l’uomo realizzando nel corpo ciò che manca alla coscienza “

Thorwald Dethlefsen

Riferimenti bibliografici “Malattia e destino” di Thorwald Dethlefsen e Rudiger Dahlke edizioni Mediterranee, “Metamedicina” di Claudia Rainville edizioni Amrita

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Mariateresa R.Conte Sagara risponde alle vostre domande su sintomi non presenti nei seguenti oppure riguardanti sintomatologie complesse.

E’ possibile anche ricevere una risposta privata scrivendo a lacasadellanima@libero.it

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LA TESTA

Rappresenta la nostra parte razionale e spirituale insieme essendo collegata al sesto e settimo chakra. E’ la sede del nostro “Io”, del nostro volere e del pensiero.

Mal di testa: indica un eccesso di tensione a livello del piano cosciente e dei pensieri, esprimendo un tentativo di voler gestire e controllare la propria vita attraverso quest’ultimi. Una persona con mal di testa  si sta difendendo dal piano dell’inconscio e delle emozioni e non è in contatto con le proprie radici. Attraverso questo sintomo, esprime un illusorio tentativo di ” voler andare avanti senza corpo (l’inconscio) e senza cuore (contatto con le proprie emozioni)” ed è tipico di chi si impone mete che non appartengono ai desideri del Sè ed all’essenza  primigenia del proprio essere. Dietro il mal di testa c’è un forte conflitto tra istinto e pensiero, tra sotto e sopra, tra addome e testa, fatto che porta ad utilizzare la testa come campo di battaglia dove risolvere i problemi.

Emicrania: al pari del mal di testa indica un forte conflitto tra istinto e pensiero ma essendo di gran lunga più intenso e doloroso e compromettendo anche stomaco e pancia (non è raro che chi soffre di emicrania presenti conati di vomito con disturbi al sistema gastrico), esprime anche un evidente vissuto di rifiuto e/o di colpa.

Domande da porsi quando si ha mal di testa o emicrania:

  • Che cosa mi rende insicuro e mi crea tensione?
  • Ho difficoltà ad esprimere i miei bisogni e le mie emozioni?
  • Mi sento minacciato?
  • Che cosa rifiuto?
  • Mi sento in colpa per essere al mondo o per altro?

Che cosa si può fare per stare meglio

  • Ri-concedere spazio ai “piani bassi”, ovvero al corpo (qualsiasi attività fisica va bene)
  • Ri-concedere spazio ed accettazione  alle emozioni più profonde ed ai contenuti del Sè intraprendendo un PERCORSO DI CRESCITA PERSONALE
  • Ri-contattare una sessualità creativa e gioiosa

GLI OCCHI

Gli occhi rappresentano la nostra capacità di vedere, di guardarci, di guardare gli altri e la vita.

Occhi grandi denotano una mente apertamente curiosa, mentre occhi piccoli denotano una certa riservatezza, talvolta diffidenza.

L’occhio destro è, per il destrimane, legato alla dimensione affettiva. L’occhio sinistro è l’occhio che funziona in difesa, che adocchia il pericolo.

Congiuntivite o infezione a uno o ai due occhi

E’ un’infiammazione delle membrane che tappezzano l’interno dell’occhio e delle palpebre.

Spesso esprime una difficoltà ad accettare qualcosa che vediamo o non vediamo più o che ci ha provocato collera.

Cheratocongiuntivite secca o occhio secco

Infiammazione che può tradurre uno stato di trattenimento nel piangere di fronte ad un dolore presente o passato.

Miopia

Anomalia che riduce la capacità di vedere da lontano.

Ci si può sentire minacciati o non abbastanza sicuri. Il futuro immediato fa paura e temiamo di non rivedere mai più una persona o un luogo caro.

Astigmatismo

Questo disturbo provoca una vista difettosa, tanto da vicino che da lontano.

E’ spesso collegato al sentirsi confusi, incerti sul proprio valore. Ci si può sentire anche smarriti, non volendo vedere la vita per quello che è.

Ipermetropia

E’ un’anomalia in cui l’immagine va a formarsi dietro la retina; può risultare dalla tensione, da un’immagine che è stata fissata a lungo, dalla collera repressa oppure dall’impressione di non essere importanti quanto gli altri.

Presbiopia

Incapacità di distinguere con nettezza gli oggetti vicini. Può tradurre una difficoltà a guardare da vicino una persona, un evento, una situazione.

Strabismo

E’ un difetto del parallelismo degli assi visivi. Può essere convergente o divergente.

Quest’anomalia può essere collegata al fatto di non voler vedere le cose come sono perchè ci sembrano minacciose.

Cateratta

La cateratta è un’opacità del cristallino: un velo copre la vista, l’avvenire ci sembra oscuro, triste e senza speranza.

Glaucoma

Il glaucoma è dovuto a una pressione eccessiva dei liquidi intraoculari. Può essere collegato al rifiuto di vedere la vita, a seguito di una pressione emotiva di lunga data non perdonata. E’ frequente in chi dice: ” Ne ho viste abbastanza”.

Cheratite

E’ un’infiammazione della cornea legata ad una collera inespressa verso ciò che vediamo

Nevrite

E’ l’infiammazione del nervo ottico accompagnata da un rapido calo della vista. Traduce una profonda rinuncia a non voler più vedere la vita a causa di un evento traumatico

Puntolini neri

Vedere dei puntolini neri è spesso collegato al fatto di vedere ostacoli in ciò che desideriamo compiere.

DOMANDE DA PORSI

  • Che cosa ho paura di vedere nella mia vita?
  • Cosa temo?
  • Cosa non voglio vedere perchè mi rattrista?
  • Ho difficoltà ad accettare qualcosa che vedo?
  • Quali persone, situazioni, eventi che vedo tutti i giorni o del passato, mi mandano/mi hanno mandato in collera?
  • Che cosa, del futuro, mi fa paura?
  • Quali persone o situazioni che mi hanno deluso non voglio vedere?

CHE COSA POSSIAMO FARE

  • Intraprendere un percorso di crescita personale e spirituale
  • Leggere il libro  ” Per vedere bene” di Pierluigi Lattuada
  • Lavorare sull’energia sottile del sesto chackra, alla quale gli occhi sono collegati, attraverso un trattamento di RIEQUILIBRIO DEI CHACKRAS
  • Allenarsi a guardare ed accettare la vita, le persone, le situazioni, così come sono, rimanendo in pieno contatto anche con le emozioni  più sgradevoli.

LA GOLA

La gola mette in comunicazione le fosse nasali e la bocca ( l”alto” ) con la laringe e l’esofago ( il “basso” ). E’ dunque ponte tra il nostro sentire ed il pensiero, portati alla luce  mediante l’espressione verbale e la creatività che si serve dell’energia di questo chakra (quinto chackra).

La gola è anche il luogo di passaggio delle idee della testa al cuore, dunque, un problema che riguarda la gola traduce una difficoltà di comunicazione.

Mal di gola

E’ associato alla paura di esprimersi o ad un’emozione di collera repressa. Può anche essere associato alla paura di essere criticati o ridicolizzati, oppure di ferire qualcuno con le nostre parole.

Tonsillite

Quest’infiammazione delle tonsille può esprimere un’angoscia, come aver paura di un genitore, della maestra, o non riuscire a fare qualcosa. Può riguardare una situazione che ci fa paura o che ci soffoca, rispetto alla quale ci sentiamo senza difese, cosa che può provocarci collera.

Afonia o perdita della voce

L’afonia di manifesta in genere dopo una forte emozione che si presenta all’improvviso e ci lascia “senza parole”. Tocca anche persone che hanno faciltà nel comunicare le loro idee ma che perdono la voce davanti alla paura e al senso di impotenza nel comunicare un dolore.

Laringite

L’infiammazione della laringe può risultare dalla paura di dire qualcosa a qualcuno che rappresenta l’autorità. Soffochiamo la comunicazione e proviamo collera per non poterci esprimere.

DOMANDE DA PORSI :

  • Ho paura di esprimere le mie idee?
  • Ho paura di venir criticato e giudicato per le mie idee?
  • Temo la reazione aggressiva e giudicante di una persona autoritaria?
  • Ho inghiottito quello che avevo da dire invece di esprimere al collera che avevo dentro?
  • Ho paura di contattare le mie emozioni?

Che cosa si può fare per stare meglio:

  • Cominciare a lavorare sulla paura del giudizio che ci portiamo:
  • intraprendere un percorso di crescita personale e spirituale
  • lavorare sull’energia sottile della gola attraverso RIEQUILIBRIO DEI CHACKRAS e REBIRTHING;
  • cominciare a legittimarsi nell’espressione e nella creatività, manifestando chi siamo e quello che pensiamo nella libertà e responsabilità

LA TIROIDE

Questa ghiandola presiede al metabolismo, al calore del corpo e all’attività muscolare. Produce ormoni essenziali per la crescita e per la preservazione dell’organismo.

Rappresenta l’equilibrio nell’uso dei mezzi espressivi: espressione verbale, non verbale e sessuale. I problemi legati alla tiroide sono spesso legati ad una tristezza profonda perchè non siamo riusciti ad esprimerci come avremmo voluto, che si tratti di parola o azione. Possono essere accompagnati dall’impressione di non essere abbastanza rapidi rispetto ad un interlocutore o rispetto a ciò che gli altri si aspettano da noi.

Chi ha disturbi a carico di questa ghiandola, spesso fa riflessioni del genere: ” ho passato la vita chiuso in me stesso perchè parlare sarebbe stato inutile, era come trovarsi davanti ad un muro”, oppure ” ad ogni modo mi hanno sempre tolto la parola, appena parlo sono guai..”

Nodulo alla tiroide

Spesso esprime : ” Non voglio più rivolgerti la parola ”

Cisti alla tiroide

La cisti può provenire dalla tristezza di non poter esprimere i propri desideri perchè l’altro non ci ascolta e cela un forte senso di impotenza.

Gozzo

Questo rigonfiamento della ghiandola può risultare da una grande energia usata per cavarsi d’impiccio, per raggiungere qualche obiettivo che non riusciamo mai a raggiungere o per alimentare un rancore.

Il gozzo è la rappresentazione visibile di un’energia vitale intrappolata, fatta di parole, azioni, creatività, progetti, rabbia da lasciar fluire.

Ipotiroidismo

Consiste in un funzionamento della ghiandola inferiore alla norma. Denuncia stanchezza, esaurimento, scoraggiamento, “perchè continuare tanto nessuno può capirmi”.

Ipertiroidismo

E’ caratterizzato da un eccessivo funzionamento della ghiandola. Può tradurre un desiderio di rivincita, di mostrare agli altri ciò di cui siamo capaci, il che crea in noi uno stress altamente produttivo finchè  raggiungiamo lo spossamento.

Tiroidite

E’ un’infiammazione della ghiandola dovuta ad un forte trauma psichico vissuto.

DOMANDE DA PORSI

  • Alimento collera o rancore nei confronti di qualcuno?
  • Mi sento impotente rispetto a ciò che penso, dico, o in qualcosa d’importante per me?
  • Ho l’impressione che nessuno mi capisca e che, malgrado la mia volontà, non riuscirò mai in qualcosa?
  • Provo un senso di colpa segreto che non ho mai osato rivelare?
  • Mi chiedo continui sforzi per raggiungere obiettivi?

CHE COSA POSSIAMO FARE PER STARE MEGLIO

  • Intraprendere un percorso di crescita personale e spirituale
  • lavorare sull’energia sottile del quinto chackra attraverso RIEQUILIBRIO DEI CHACKRAS e REBIRTHING
  • legittimarci nell’espressione del nostro Sè profondo, rivelando a noi stessi ed agli altri le nostre verità
  • cavalcare noi stessi e la vita nella responsabilità e nel coraggio ridimensionando il giudizio altrui
  • esprimere creativamente il nostro amore per la vita

SISTEMA RESPIRATORIO: I POLMONI

Organi principali dell’apparato respiratorio, i polmoni forniscono l’ossigeno a tutto il corpo ed eliminano dal sangue l’anidride carbonica.

Rappresentano la vita, il bisogno di spazio e di libertà.

Iperventilazione

Si manifesta quando la persona ha molta paura di dover soccombere a qualcosa che minaccia la sua vita.

Macchie rotonde sui polmoni

Compaiono spesso dopo diagnosi mediche “negative” ed esprimono paura di morire.

Polmonite

E’ un’infezione del polmone caratterizzata da infiammazione. Esprime uno scoraggiamento profondo in cui non vediamo via d’uscita dalle difficoltà.
Nel bambino, può esprimere un senso di colpa per essere al mondo.

DOMANDE DA PORSI:

  • Sto rinunciando al mio spazio personale?
  • Ho paura di morire?
  • Sono stanco di lottare  per arrivare a qualcosa?
  • Ho un profondo senso di scoraggiamento verso la vita?

I BRONCHI

I bronchi sono dei condotti semirigidi destinati a trasferire l’aria fra la trachea e gli alveoli polmonari.

Rappresentano la nostra capacità di prenderci il nostro spazio vitale, il nostro territorio.

Un problema ai bronchi è legato alla difficoltà di prendere il posto che ci spetta o mantenerlo.

Tosse spontanea o occasionale

Traduce spesso il fatto di criticare o rifiutare qualcosa. Possiamo criticare un altro oppure criticarci per ciò che abbiamo detto.

Tosse con senso di soffocamento

Esprime una critica, da parte nostra, verso una situazione che troviamo soffocante perchè non sappiamo più cosa fare.

Influenza

E’ una malattia infettiva accompagnata da dolori, febbre, problemi respiratori.

Spesso ci costringe a stare a letto traducendo così un bisogno profondo di riposo e rallentamento delle quotidiane attività, invitandoci a prenderci cura di una sofferenze interiore che, altrimenti, non avremmo ascoltato.

Bronchite

E’ un’infiammazione della mucosa dei bronchi.

Può darsi che ci si senta vessati, soffocati dall’ambiente familiare e lavorativo.

Può esprimere anche un atteggiamento di critica nei confronti delle persone che ci stanno intorno, perchè abbiamo l’impressione di fare tutto il possibile senza mai riuscire a soddisfarle.

Broncopolmonite

E’ un’infiammazione che tocca contemporaneamente i bronchioli e gli alveoli polmonari.

Può rivelare lo scoraggiamento di  chi non riesce ad avere un posto tutto suo o di chi vede il proprio territorio sempre invaso.

Asma

Questa affezione è caratterizzata da attacchi di dispnea acuta.

Può essere connessa tanto alla sensazione di soffocare quanto alla paura di essere abbandonati o al senso di colpa per essere al mondo.

DOMANDE DA PORSI:

  • Quali situazioni o persone rifiuto?
  • Che cosa, chi o quali situazioni  mi soffocano e mi fanno sentire prigioniero/a?
  • Vivo in una situazione in cui non riesco più a far rispettare il mio territorio?
  • Non voglio assumermi la responsabilità della mia autonomia affettiva perchè penso di aver ancora bisogno dell’attenzione degli altri per vivere?

CHE COSA POSSIAMO FARE PER STARE MEGLIO

  • Intraprendere un percorso di crescita personale e spirituale
  • Lavorare sul quarto chackra e su un generale riequilibrio del sistema energetico-emozionale
  • Lavorare sulle nostre dinamiche affettive e le nostre dipendenze relazionali (in particolare quelle con i genitori ed il partner)
  • Lavorare sul Sè profondo contattando la forza ed il potere, l’indipendenza e la responsabilità personale. Molto validi in questo, sono la Meditazione trascendentale, lavoro sugli archetipi attraverso la Biotransenergetica di P. lattuada come pure le arti marziali.

seno cuore donnaIL CUORE

Il cuore è un muscolo cavo che svolge la funzione di promuovere la circolazione sanguigna nell’organismo. Spinge dunque il sangue nelle arterie che poi si suddividono in molti vasi più piccoli detti “arteriole”;quest’ultime convogliano il sangue verso gli organi e questa “distribuzione” avviene in tutto il corpo mediante i capillari. irrorati gli organi, il sangue fa ritorno al cuore per mezzo di vene e venule. Come tutti i muscoli, rappresenta gli sforzi; ma ha la particolarità di essere collegato alla vita.

I problemi di cuore riguardano dunque gli sforzi che facciamo per riuscire a vivere ed essere felici. Inoltre le emozioni hanno un effetto sfavorevole sul suo buon funzionamento: tutte le volte che proviamo un’emozione creiamo un blocco nella zona del plesso solare (centro delle emozioni), blocco che si esercita proprio su quell’energia di cui il nostro organismo ha bisogno. Ecco quindi che il cuore, sotto l’influsso di emozioni disfunzionali/conflittuali può venire in soccorso pompando più forte per far circolare più energia. Possiamo osservare questo fenomeno quando abbiamo paura ma anche in presenza di angoscia, senso di colpa, collera e persino una gioia eccessiva. La Pace, la Serenità. la Gioia di Vivere, invece, ci garantiscono un cuore in ottima salute.

Aritmia

E’ un disturbo del ritmo cardiaco contrassegnato da un’irregolarità delle contrazioni del cuore. E’ spesso associata al riaffiorare di traumi emotivi del passato non liberati.

Tachicardia

E’ un’accellerazione del ritmo cardiaco causata quasi sempre da emozioni che cercano di risalire a galla. Può celare un antico senso di colpa che non ci siamo permessi di ascoltare ed elaborare. Molte volte è il sano richiamo di un’energia vitale che non viviamo, che ci ostiamo a bloccare. In questo caso, la sintomatologia si fa carica di una protesta, di un “No” che non ammettiamo a noi stessi.

DOMANDE DA FARSI:

C’è una situazione del passato che mi opprime e che non voglio vedere?

Qual’è l’emozione che ora mi opprime?

Cosa non vivo di me? Cosa non mi piace della mia situazione attuale?

CHE COSA POSSIAMO FARE PER STARE MEGLIO

  • Ascoltarci. Sentire se effettivamente c’è qualcosa che ci turba e prenderne consapevolezza.
  • Intraprendere un percorso di crescita personale
  • Concederci spazi del tutto nostri nei quali esprimerci
  • Dare spazio ai sentimenti, alla profondità, all’interiorità
  • Coltivare il Perdono e l’Amore Incondizionato
  • Praticare yoga e Meditazione trascendentale

L’INTESTINO

INTESTINO TENUE: è sede del pensiero analitico

INTESTINO CRASSO: è sede dell’inconscio

Sindrome del colon irritabile (colite) : coinvolge il secondo chakra ed indica un’incapacità a gestire i vissuti emozionali portando la persona ad un insoluto conflitto che spesso sfocia nell’ansia, nella paura, nel senso di colpa. Se questi vissuti sono presenti ma al di fuori della consapevolezza, la persona manifesta infiammazione, dolori all’addome e spesso diarrea. Se prevale, invece, una forte volontà di “volercela fare nonostante tutto” con forte tendenza al controllo e all’ autocontrollo, la colite interessa maggiormente l’intestino crasso portando la persona a  somatizzare il suo ” voler trattenere” e sono possibili frequenti episodi di  stitichezza.

Domande da porsi quando si ha la colite:

  • Quali emozioni sto trattenendo?
  • C’è qualcosa/qualcuno che mi crea forte disagio e sto facendo finta di niente?
  • Mi sento in colpa per qualcosa?
  • Di che cosa ho paura?

Che cosa si può fare per stare meglio

  • Lavorare sull’accettazione, l’amore e l’integrazione del Sè attraverso un percorso di crescita personale
  • Facilitare ed allenare l’espressione del patrimonio emozionale attraverso attività quali ARTI MARZIALI, DANZA, TEATRO.
  • Praticare MEDITAZIONE e/o YOGA concedendo particolare riguardo alla e-spirazione pelvica profonda. Suggeriti REBIRTHING e RIEQUILIBRIO DEI CHAKRAS.

LO STOMACO

Il primo luogo dove arriva il nostro cibo è lo stomaco, che ha la funzione primaria di accettare ed accogliere. La capacità di accogliere presume apertura, passività, disponibilità e capacità di donarsi. Non solo, lo stomaco rappresenta anche la capacità di “aggredire”, di  proporsi costruttivamente”, di scindere la realtà” al fine di estrarne  benessere. Coinvolge il terzo chakra.

Gastrite: indica difficoltà ad “accogliere” la vita insieme ad un’incapacità profonda nel controllare consapevolmente la propria aggressività e risolvere responsabilmente conflitti e problemi. Il malato di stomaco o non esprime affatto la propria aggressività o mostra un’aggressività esagerata: entrambi gli estremi non lo aiutano affatto a risolvere veramente i problemi perchè gli manca la fede in sè stesso che è la base per superare ogni tipo di problema.

Ulcera: somatizzazione caratteristica di chi dirige sentimenti e aggressività non verso l’esterno ma verso l’interno, contro sè stessi. Chi presenta ulcere gastriche digerisce la parete del proprio stomaco, digerisce sè stesso. In poche parole, si autodivora.

Domande da porsi quando si ha gastrite o ulcera:

  • Che cosa non posso o non voglio inghiottire?
  • Butto giù cose che non vorrei inghiottire?
  • In che rapporto sono con i miei sentimenti?
  • Come gestisco la mia aggressività?
  • Come risolvo i miei conflitti?

Che cosa si può fare per stare meglio

  • Imparare a prendere coscienza dei propri sentimenti e conflitti
  • Imparare ad assumersi la responsabilità della propria vita
  • Intraprendere un percorso di crescita personale e spirituale
  • Favorire la re-integrazione personale ed il recupero del Sè spirituale o Superconscio attraverso pratiche di benessere quali  MEDITAZIONE, RIEQUILIBRIO DEI CHAKRAS, REBIRTHING,  ARTI MARZIALI, PRATICHE DI CONTATTO CON GLI ARCHETIPI attraverso LA  BIOTRANSENERGETICA di Pierluigi Lattuada

LA CISTIFELLEA

La cistifellea raccoglie la bile prodotta dal fegato. Il liquido biliare equivale all’aggressività, come conferma il detto popolare ” sputare veleno e bile “.

Calcoli biliari: La formazione di calcoli nel corpo è sempre espressione di energia repressa. I calcoli biliari sono aggressività pietrificate. Le coliche inducono il paziente a fare tutto quello che non ha il coraggio di fare: i movimenti violenti e le grida dovute al dolore delle coliche rimettono di nuovo in moto l’energia

Domande da porsi quando si hanno i calcoli biliari:

  • Che cosa mi sta stretto?
  • A che cosa non ho il coraggio di ribellarmi?
  • Quali situazioni che ritengo intollerabili continuo a sopportare per quieto vivere?
  • A quali cose importanti e vitali per me ho rinunciato?

Che cosa si può fare per stare meglio

  • Cominciare ad accettare ed esprimere la propria energia, i propri desideri e la propria rabbia
  • Evitare i compromessi ed il ” quieto vivere “
  • Scegliere la strada, le relazioni, le situazioni che sentiamo nostre lavorando sul coraggio e la responsabilità
  • Intraprendere un percorso di crescita personale e sviluppare le qualità del terzo chakra, ovvero l’acccettazione, la fiducia ed il potere/respondabilità  personale. Vivamente suggerite le tecniche di respirazione profonda (specialmente il RIBIRTHING ) , MEDITAZIONE e ARTI MARZIALI.

pancia veLA VESCICA

La vescica è un serbatoio muscolo-membranoso in cui l’urina resta in attesa tra tra una minzione e l’altra. Rappresenta la nostra capacità di delimitare il territorio. I problemi di vescica sono dunque collegati alla mancanza di rispetto del nostro territorio o alla difficoltà di sentirsi al sicuro al suo interno. La vescica rappresenta anche il  “mondo delle acque” e dunque la dimensione del Femminile e della sessualità.

CISTITE

E’ l’infiammazione della parete vescicale. In molti casi è segno di una collera dovuta al fatto che non ci siamo sentiti ascoltati nè rispettati nei nostri bisogni o al fatto che non riusciamo a salvaguardare il nostro territorio. Spesso però è soprattutto il richiamo di un Femminile che chiede di essere ascoltato. Che cosa chiede il Femminile? Di arrendersi, di farsi cedevoli, morbidi. Come l’acqua appunto. Questo disturbo è infatti tipico di donne che “chiedono molto a sè stesse” con forte tendenza all’autocritica ed al perfezionismo, donne che difficilmente si lasciano andare al Nuovo ed al Cambiamento. Non ultimo, la cistite può rivelare un conflitto con il partner sessuale a causa di un tradimento o più spesso per la percezione di non sentirsi veramente amati e rispettati come pure, questo sintomo può farsi carico di esprimere un conflitto personale con la dimensione della sessualità. In questo caso esprime la presenza di un inconfessato senso di colpa.

VESCICA IRRITABILE

Si tratta di contrazioni intermittenti e incontrollabili dei muscoli della parete vescicale che provocano il bisogno di urinare rapidamente e spesso; può comportare incontinenza urinaria. La vescica irritabile è quasi sempre collegata alla paura o ad una situazione stressante che si sta vivendo.

INCONTINENZA URINARIA

E’ ‘l’emissione involontaria di urina. Questa affezione colpisce le persone che si sentono invase nel loro territorio e nel proprio spazio personale.

DOMANDE DA PORSI

  • Mi sento invaso nel mio territorio?
  • Sto sopportando una situazione che mi impedisce di vivere il mio spazio personale ed i miei bisogni?
  • Sto lasciando a qualcuno o qualcosa  il potere sulla mia vita?
  • Mi sono sentita tradita e non rispettata dal mio partner?
  • Mi sto opponendo al Cambiamento ed al flusso della Vita?
  • Ho nel profondo sentimenti di vergogna per la mia sessualità?

CHE COSA SI PUO’ FARE PER STARE MEGLIO

  • Ascoltarsi e concedersi momenti di contatto con il proprio sè interiore
  • Intraprendere un percorso di crescita personale
  • Concedersi attività che esprimono la propria natura femminile come la danza
  • Accettare che Tutto cambia. Lasciare che ciò che non è più, possa fluire nell’Oceano della Vita.  Lasciare che ciò che ora è, possa fluire in noi
  • Valutare se accettiamo dal partner atteggiamenti che non sono per noi e non desideriamo e parlarne
  • Trascorrere almeno due ore ogni giorno a contatto con la natura per sentire quanto il nostro corpo sia tutt’uno con essa
  • Praticare yoga, meditazione
  • Contattare “il mondo delle acque” concedendoci di andare spesso al mare ed in piscina

pelleLA PELLE

La pelle costituisce, con gli annessi cutanei, lo strato protettivo che avvolge il corpo. Ma, soprattutto, è l’organo del tatto. I problemi di pelle indicano dunque problemi nel contatto con gli altri. Spesso ci sentiamo respinti, abbandonati, svalutati, incompresi oppure, attraverso un disagio della pelle, comunichiamo di “non voler avere più contatti”.

Pelle rugosa: esprime una certa ruvidezza nei contatti con gli altri. Dice: “Non mi va di essere gentile con voi perchè tanto non mi amate. Prendetemi cosi’ come sono, io non ho intenzione di cambiare”

Pelle con brufoli: può tradurre il desiderio di non venire toccati, che ci lascino stare. Può essere associata a pelle grassa, che a sua volta indica un “eccesso”. Abbiamo bisogno di più spazio, ci sentiamo invasi dalle esigenze altrui

Pelle secca: esprime molto spesso solitudine, mancanza d’amore

L’odore della pelle: traduce i pensieri che vengono diffusi dalle cellule. Una persona che ha un buon odore alimenta pensieri positivi;chi emana un pessimo odore può reprimere la collera o essere pieno di odio o rancore

Bruciature o ferite della pelle: forme autopunitive legate ad  un senso di colpa

pruriti cutanei: possono esprimere ansia ma anche impazienza. Quando il prurito fa grattare selvaggiamente fino a toglierci la pelle, la causa è l’esasperazione a causa di una situazione o di una persona.

Allergia al sole: spesso traduce un senso di colpa per aver concesso a noi stessi una vacanza o momenti di relax quando, secondo la mente ed il pensiero razionale, non era “il momento”

brufoli:indicano collera e impazienza

foruncoli ed ascessi: sono spesso il frutto di collera repressa

eczema: è un’affezione eritemo-vescicolosa connessa ad emozioni che riguardano la perdita di contatto con una persona cara

eczema diffuso su tutto il corpo: è possibile che ci si senta tagliati fuori, respinti, completamente abbandonati da qualcuno che è per noi fonte di affetto

Psoriasi: colpisce persone ipersensibili che hanno un gran bisogno dell’amore degli altri. Questo fa si che chiedano a sè stesse d’essere perfette per compiacere gli altri. Può indicare un conflitto familiare di vecchia data e viene riattivato in presenza di situazioni analoghe relative alle dimensioni dell’abbandono, del rifiuto e del senso di colpa.

orticaria: nella maggior parte dei casi indica una sensazione di costrizione nel sopportare una situazione esasperante

herpes zoster:è spesso connesso ad un conflitto di perdita o separazione per il quale ci rimproveriamo

verruche: possono indicare un rifiuto della parte del corpo dove compaiono. Se presenti su tutto il corpo possono esprimere un rifiuto dell’ambiente in cui viviamo o verso una persona vicina

ecchimosi(lividi): sono frequenti nelle persone che si sentono colpevoli e si autopuniscono

cellulite: spesso è legata ad una svalutazione estetica ma può anche rappresentare una difesa al mondo della sessualità percepito dall’osservatorio di un conflitto non elaborato

vitiligine: spesso è legata alla perdita di una persona cara e/o alla percezione di essere stati ingannati

macchie marroni sul volto: sono l’espressione di un senso di umiliazione e vergogna legato a situazioni in cui ci siamo sentiti violati nell’ integrità

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20 thoughts on “Il linguaggio dei sintomi

    1. Negli occhi e nell intestino vivono i miei grandi problemi.nn voglio vedere ..sono miope..e nn so so come rielaborare e vivere i vissuti dolorosi..e quindi ho stitichezza..

      1. Cara Maria,puoi cominciare ad abbracciare te stessa ed i tuoi vissuti. Accogliendoti ed accogliendo il tuo passato con amore,senza giudicare.Per aiutarti e per aiutare i tuoi occhi e la tua pancia, comincia a dare spazio alla tua “bambina interiore”, a quella parte di te giocosa, istintiva ed autentica che ti sta chiedendo di essere riconosciuta. E’ lei che conosce la strada della Guarigione.Un abbraccio

      1. Cara Grazia, qui sopra in questa pagina trovi una lettura psicosomatica specifica per il gozzo tiroideo…Secondo la medicina olistica tra le quali rientrano l’omeopatia, l’omotossicologia, la medicina antroposofica e le medicine orientali (medicina cinese, tibetana ed ayurvedica) gli organi del corpo non vanno toccati. Puoi rivolgerti ad un medico che abbia una formazione in tal senso, per esempio un omeopata. Le cure farmacologiche omeopatiche/antroposofiche cedono splendidi risultati specialmente se accompagnate da un percorso di crescita personale. Per cominciare, puoi chiederti cos’è che vorresti dire, esprimere, vivere, creare, inventare, cantare..che musica? che vita? che passione? Concediti spazi creativi di libertà e, non ultimo, concediti di amarti – amarti esattamente cosi’ come sei – e di amare gli altri esattamente cosi’ come sono. Regalando e regalandoti amore incondizionato. Ti abbraccio

    2. Ciao volevo sapere perché secondo la medicina gli organi del corpo non vanno toccati? Cosa può accadere? Una mia cara collega ha dovuto proprio operarsi alla tiroide, perché non gli è stata data altra alternativa. Grazie e tanti saluti. Nadia

      1. Ciao Nadia,il nostro corpo è un sistema dinamico interconnesso con ogni sua parte e struttura e dunque c’è una rete e “legge” sottile che presiede e conserva il nostro benessere proprio grazie all’unione, al funzionamento ed alla sinergia tra ogni organo,ogni tessuto,ogni cellula. La disarmonia di un organo, allora, non è semplicemente “disturbante per la salute” e dunque da “estirpare” ma denuncia una disarmonia del Tutto, della persona stessa e della sua Vita. L’approccio della medicina olistica, in questa ottica, è non solo di preservare l’integrità di ogni organo ma di lasciarsi guidare proprio dal messaggio di quest’ultimo ai fini di guarire. L’unica eccezione, per la quale può rendersi indispensabile un intervento, è se la persona presenta una patologia che compromette seriamente la salute. Le patologie della tiroide presentano questa eventualità nel 7% dei casi. Gli altri casi, che vanno dall’ipotiroidismo alla tiroidite al gozzo multinodulare, cedono splendidi risultati di guarigione se trattati con terapia omeopatica/omottosicologica accompagnata, come sempre, da un percorso di consapevolezza e liberazione emozionale. Un abbraccio

    1. Ciao Gianni, le gambe rappresentano la capacità di andare avanti. Il mal di gambe spesso è collegato alla paura di procedere verso situazioni nuove. Un saluto

    1. Cara Ileana, il ginocchio rappresenta la nostra flessibilità. Dolori e disagi in questa parte del corpo, indicano un conflitto di sottomissione, vuoi perchè ci rifiutiamo di “piegarci” a qualcuno, vuoi perchè ci pieghiamo troppo per paura di deludere e non essere amati. Un abbraccio

  1. Ho letto con interesse tutto quanto, devo dire che mi sono ritrovata nelle parole scritte. Io ho problemi di intestino, ed in effetti è vero sono in conflitto con le situazioni che mi trovo a vivere nel quotidiano Soprattutto riguardo mio figlio non so come comportarmi. Certi atteggiamenti che sono soliti dell’età dei nostri ragazzi, si scontrano con quanto ho vissuto con i miei genitori. Comportamenti di ribellione c’erano, però quello che soffro maggiormente è la mancanza di rispetto verso i genitori. Oggi purtroppo ci si può permettere di dire un va a f……. al papà o alla mamma, noi genitori restiamo imprigionati e non sappiamo come reagire. Vi ho raccontato un pezzo del mio vissuto. Grazie Nadia

    1. Cara Nadia, grazie per la tua e-mail che farà riflettere molti genitori. Comprendo la tua sensazione di impotenza, il tuo sentirti “imprigionata”. Tuttavia tuo figlio, con i suoi comportamenti, sta soltanto portando alla luce una realtà più profonda. La tua realtà, quella della tua essenza. Perchè i figli sono lo specchio dei genitori. Quando senti arrivare lo sconforto, allora, invece di arrabbiarti con lui puoi provare a fare una cosa. Puoi cominciare a regalarti tu Rispetto, a regalarti tu Amore. Probabilmente, la tua essenza ha bisogno di trovare spazio e riconoscimento. Ha bisogno di fiorire. Concediti la consapevolezza, il desiderio e lo spazio di fiorire come essere umano e come donna….a quel punto tuo figlio non potrà che riflettere la bellezza e la gioia di questa fioritura. Auguri

  2. Ti ringrazio molto della risposta che mi hai dato, ne farò tesoro e cercherò di pensare un po’ di più a me stessa. Trovo molto bella questa bacheca, può dare un aiuto concreto a molte famiglie che vivono alcune problematiche, ma per vergogna oppure perché non sanno a chi rivolgersi, potrebbero servire. Al giorno d’oggi abbiamo tante cose, viviamo nel benessere anche se c’è crisi di lavoro (anche io ho subito questo periodo), però ci manca l’umanità, i valori di una volta. Si fa fatica anche a socializzare, pensate i nostri ragazzi sui cellulari o giochi play station – ecc.ecc. Non si parla più come un tempo,non ci si frequenta più come gruppo, forse sono un po’ negativa, però io noto questo. Buon pomeriggio, e tanti saluti.

    Nadia

  3. ti ringrazio per la risposta chiara e precisa che mi hai dato. Ho pensato a mia mamma che gli hanno tolto il seno per un tumore. Però se non lo avrebbero fatto, cosa sarebbe accaduto? Ha dovuto fare anche la chemioterapia. Alla fine si deve sperare che in 5 anni non accada nulla. Però mia mamma 83 anni è ancora qui in vita. Ciaoo

  4. Cara Nadia,”..che cosa sarebbe accaduto” dipende da quanto tua mamma era disposta ad aprirsi, a non spaventarsi e comprendere profondamente il messaggio della malattia che è sempre un’indicazione Vitale. Un’alleata. Ma finchè la convinzione radicata dell’Ego considera il corpo esterno al proprio Sè ed il disagio fisico come un intruso, ovviamente va bene affidarsi alla medicina allopatica. Non sono contraria alle cure convenzionali se rappresentano per la persona l’unico sentiero visibile per continuare a vivere. Preservare la Vita è sempre di primaria importanza considerando che ognuno si affida alla medicina ed alle cure che vanno bene per il suo stato di coscienza del momento. Auguri

    1. Ciao Teresa, grazie per i complimenti! Il mal di denti è spesso collegato alla paura di “farsi valere”, di “mordere la vita”e verbalizzare il nostro sentire.Solitamente compare quando sentiamo il bisogno di fare una scelta importante, radicale, ma la paura impedisce di decidere.Può essere utile imparare a parlare di più delle emozioni con coraggio, coltivare la fiducia e la determinazione in ciò che siamo.A livello topico, olio essenziale di garofano ma con moderazione.Due/tre goccie 3-4 volte al dì.Auguri.

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