“Giovani e ombre”

Non è raro incontrare genitori e insegnanti preoccupati, tormentati da figli e studenti dal conportamento inspiegabile, destabilizzati e destabilizzanti nel loro irregolare percorso. Adolescenti irascibili e aggressivi oppure depressi, dipendenti dagli stupefacenti o ancora rintanati in casa vittime della sovra-alimentazione e dell’iper esposizione ai programmi televisi. Questi ragazzi hanno in comune il dolore. Questi ragazzi si stanno facendo carico del dolore al posto dei genitori, ed è spesso un dolore antico che la nuova generazione di adulti non vuole vedere.

Per quanto possa sembrare incredibile, i più giovani di un Albero genealogico sono le guide dell’Albero stesso che, con le loro “devianze” segnalano i vuoti, le dimenticanze, le tragedie taciute e mai elaborate. Soltanto predisponendoci con amore e nell’amore possiamo guarirli e guarire.

CHI MI MANCA?

Questa la domanda da porci. Quando figli, nipoti, qualsiasiasi bambino/adolescente della famiglia ci destabilizza con la sua condotta, prendiamoci cinque minuti, chiudiamo gli occhi e sentiamo, dal profondo, se ci manca qualcuno. Dentro di noi incontriamo tutti coloro che fanno parte dell’Albero. Li guardiamo tutti negli occhi, anche coloro che non ci sono più da tempo. Diciamo loro: “Ti vedo. Ti rispetto. Ti accolgo nell’anima”.

Immediatamente, ci sentiamo meglio. Possiamo renderci conto, in questo modo, se manca qualcuno, qualcuno che la famiglia ha vissuto come un peso di cui ci si voleva liberare o come un dolore troppo forte da conservare. Guardiamo anche loro negli occhi e diciamo: “Ti vedo. Ti rispetto. Ti voglio bene e ti riservo nel mio cuore il posto che ti spetta.”

In questo modo, possiamo sentirci più pieni e lasciare che l’energia della vita fluisca liberaramente, come un fiume di rispetto e pace, attraverso di noi ed i più piccoli dell’Albero.

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“La figlia che non vuole studiare”

 Tratto dal libro: “Costellazioni familiari” di Bert Hellinger:

HELLINGER a una donna: di cosa si tratta?

DONNA: mia figlia non vuole andare a scuola. Fa la quarta elementare. Si rifiuta di andare a scuola e di uscire di casa.

HELLINGER: e il padre della bambina?

DONNA: Il padre è molto più giovane di me. Non siamo stati insieme per molto tempo. Abbiamo più volte tentato di separarci. Ho cercato spesso di discutere l’argomento ma lui è troppo preso con sè stesso.

HELLINGER: Allora inizierò con la bambina.

Hellinger sceglie una rappresentante per la figlia e le chiede di disporsi nel campo. La figlia muove nervosamente le dita e si sfrega le mani. Poi guarda a terra. Hellinger le chiede di ritornare un attimo a sedersi. Sceglie una rappresentante per la madre della bambina. la rappresentante volta la testa dall’altra parte. Poi guarda a terra e stringe i pugni. Si accuccia e strofina il pavimento con una mano come se volesse lavare via qualcosa. Stringe l’altra mano a pugno. A questo punto, Hellinger, prega la rappresentante della figlia di posizionarsi ad una certa distanza di fronte alla madre. La madre continua a sfregare forte il pavimento.

HELLINGER alla rappresentante della figlia: Dì a tua madre “Mi prendo cura di te”

FIGLIA(rappresentante): “Mi prendo cura di te”

 

La madre continua a sfregare il pavimento e intanto guarda la figlia. La figlia si avvicina alla madre. Quest’ultima si volta e sfrega il pavimento con entrambe le mani. Guarda brevemente la figlia ma poi distoglie lo sguardo. La figlia llarga le braccia come se volesse aiutare la madre che, d’improvviso, s’inginocchia e abbassa la testa fino quasi a toccare il pavimento.

HELLINGER dopo un pò alle rappresentanti: okay, vi ringrazio entrambe. E, alla donna, dice: Ti è chiaro perchè tua figlia vuole restare a casa?

DONNA: mi protegge, mi vuole aiutare

HELLINGER:sì, ha paura che tu muoia o ti uccida.

DONNA annuisce colpita e comincia a piangere. Mi puoi aiutare a capire in che direzione devo guardare?

HELLINGER non mi posso immischiare, c’è un segreto e devo rispettarlo

 DONNA sospira profondamente e annuisce dicendo Lo So 

HELLINGER :certo che lo sai. anche tua figlia lo sa o perlomeno lo percepisce

HELLINGER dopo un pò: Puoi fare un esercizio con tua figlia. La mattina, prima che inizi la scuola, dille: “Ti puoi fidare, oggi resto”. Diglielo prima che va a scuola. Il giorno dopo ripeti: “Oggi resto. Vai pure a scuola”.

LA DONNA: ride sollevata

HELLINGER: okay?

LA DONNA: grazie

HELLINGER (al gruppo): sembra un problema e invece c’è solo amore. La bambina è piena d’amore.