“Il ragazzo che non trovava lavoro”

Episodio tratto da ” Le Costellazioni familiari ” di Bert Hellinger:

 

RAGAZZO: si tratta di una questione di lavoro.

HELLINGER: i problemi di lavoro sono facili da risolvere

Hellinger dispone nel campo l’uomo e di fronte a lui una rappresentante del lavoro. Il lavoro fa un passo indietro e si volta.

HELLINGER: nessuna meraviglia che non trovi lavoro. Non le piaci. Al lavoro non piaci. E’ arrabbiato con te perchè non lo rispetti. Il lavoro fugge da te. Tuttavia non dipende da “lui”. Chi è dunque il lavoro?

RAGAZZO: sentivo qualcosa di molto lontano da me. Non c’era alcun movimento in quella direzione.

HELLINGER: chi rappresenta il lavoro?…..Tua madre. Senza madre, niente lavoro. Cosa è successo?

RAGAZZO: sento che se n’è andata.

HELLINGER: la mia domanda era molto concreta.

RAGAZZO: me ne sono andato.

HELLINGER: cosa intendi?

RAGAZZO: ho pochi contatti con lei. Me ne sono andato.

HELLINGER: che cosa le hai fatto?

RAGAZZO: le ho voltato le spalle.

HELLINGER (al gruppo): credo che resterà disoccupato. Non c’è niente da fare. Senza madre, niente lavoro. Chi si allontana dalla madre si allontana dal lavoro. Ed il lavoro da lui.

HELLINGER (al ragazzo): chiudi gli occhi

RAGAZZO: si copre il viso con le mani e inizia a singhiozzare forte.

HELLINGER (dopo un pò): tua madre è ancora viva?

RAGAZZO: Sì

HELLINGER: quindi hai ancora una possibilità. Ora sei entrato in contatto con lei, bene, molto bene. Scrivile una lettera. Poi ripensa alla tua infanzia, alla tua nascita e guarda tutto ciò che ha fatto per te tutto il tempo. Scriviglielo e dille che hai accolto tutto nel tuo cuore. Accogli nel tuo cuore tutto ciò che ti ha donato.

RAGAZZO: annuisce.

HELLINGER: poi alla fine della lettera aggiungi: se avrai bisogno di me io ci sarò.

RAGAZZO: (è molto commosso)

HELLINGER: fra poco troverai lavoro.

HELLINGER al gruppo: ora è felice. Bene. Le madri rendono felici.

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“Giovani e ombre”

Non è raro incontrare genitori e insegnanti preoccupati, tormentati da figli e studenti dal conportamento inspiegabile, destabilizzati e destabilizzanti nel loro irregolare percorso. Adolescenti irascibili e aggressivi oppure depressi, dipendenti dagli stupefacenti o ancora rintanati in casa vittime della sovra-alimentazione e dell’iper esposizione ai programmi televisi. Questi ragazzi hanno in comune il dolore. Questi ragazzi si stanno facendo carico del dolore al posto dei genitori, ed è spesso un dolore antico che la nuova generazione di adulti non vuole vedere.

Per quanto possa sembrare incredibile, i più giovani di un Albero genealogico sono le guide dell’Albero stesso che, con le loro “devianze” segnalano i vuoti, le dimenticanze, le tragedie taciute e mai elaborate. Soltanto predisponendoci con amore e nell’amore possiamo guarirli e guarire.

CHI MI MANCA?

Questa la domanda da porci. Quando figli, nipoti, qualsiasiasi bambino/adolescente della famiglia ci destabilizza con la sua condotta, prendiamoci cinque minuti, chiudiamo gli occhi e sentiamo, dal profondo, se ci manca qualcuno. Dentro di noi incontriamo tutti coloro che fanno parte dell’Albero. Li guardiamo tutti negli occhi, anche coloro che non ci sono più da tempo. Diciamo loro: “Ti vedo. Ti rispetto. Ti accolgo nell’anima”.

Immediatamente, ci sentiamo meglio. Possiamo renderci conto, in questo modo, se manca qualcuno, qualcuno che la famiglia ha vissuto come un peso di cui ci si voleva liberare o come un dolore troppo forte da conservare. Guardiamo anche loro negli occhi e diciamo: “Ti vedo. Ti rispetto. Ti voglio bene e ti riservo nel mio cuore il posto che ti spetta.”

In questo modo, possiamo sentirci più pieni e lasciare che l’energia della vita fluisca liberaramente, come un fiume di rispetto e pace, attraverso di noi ed i più piccoli dell’Albero.

“Il Campo di Risonanza della famiglia” di Roberto Amerio

Tutto ciò che è vivente è vibrazione: i nostri pensieri, la luce, il suono e la totalità delle energie conosciute. La terra stessa emette vibrazioni di ordine elettrico,  tellurico, magnetico. Nel momento in cui ci occupiamo seriamente degli effetti vibratori degli esseri e delle cose, ci accorgiamo che le proprietà di questa vera e propria “carne vibratoria” sono illimitate. Esse spiegano molto bene le affinità, le simpatie e i legami fra gli esseri così come le loro opposizioni.

          Possiamo semplicemente scoprire un punto d’acqua, come fanno i rabdomanti o comprendere perché è così importante essere in contatto con un buon terreno, camminare a piedi nudi ed essere il più possibile in relazione con gli elementi naturali. Gli Aborigeni dell’Australia ascoltano con i piedi e sanno ciò che accade a centinaia di chilometri. Gli Indiani, incollando l’orecchio al suolo, ricevono informazioni da distanze considerevoli. Il sesto senso, caratteristico degli animali, che noi disprezziamo tanto,  è la possibilità di captare meglio delle onde che, sotto molteplici forme (odori, suoni; movimenti di forme), permettono loro di seguire la selvaggina, ritrovare una pista, camminare per centinaia, migliaia di chilometri.  Il termine “vibrazione” abbraccia un campo di realtà complesse. Vibrazione energetica e vibrazioni nel senso psichico e spirituale del termine. Noi siamo influenzati dai nostri sentimenti ed essi ci guidano, creando campi vibratori positivi o no fra gli esseri. La distanza non cambia nulla nella materia. Gli innamorati, anche se lontani, sanno quando sono in conflitto o, al contrario, in armonia. Le coincidenze del telefono che squilla quando si pensa intensamente all’altro non si contano.

La risonanza del campo vivente è energetica e affettiva al tempo stesso e le vibrazioni assumono tutte le colorazioni e rivestono tutte le forme. Se tutto nasce dalla vibrazione è perché essa è creata da un principio ancora più sottile. Gli alchimisti assimilano la vibrazione alla “materia prima”, la materia originaria. Essa non proviene da un principio creato ma dall’increato. E’ il Logos degli antichi Greci, lo Shabd dei Veda, il Naam degli Indu, il Kalma dei Sufi o la Voce del Silenzio dei Teosofi. Ciò che vediamo è sempre la punta dell’iceberg di ciò che non vediamo: dai cristalli alle nebulose, dalle molecole biologiche alle grandi organizzazioni cosmiche, dal basso all’alto della scala, esiste un Ordine armonico soggiacente di cui la Natura, in tutte le sue forme, è la manifestazione più evidente. Il reale è lo specchio di una realtà in cui tutte le cose della stessa natura sono in consonanza e in corrispondenza tra di loro. Ogni vibrazione riceve e assorbe vibrazioni della stessa natura di quelle che può trasmettere.

Questo è il principio della risonanza o simpatia.

Quando riscopriremo che la vita obbedisce ad un unico principio, l’Essere Umano cesserà di essere separato da se stesso e dall’universo. Nella rappresentazione di un sistema familiare entriamo in contatto, come in un tempio, un laboratorio, con il campo vibratorio di quella particolare famiglia, come in basso così in alto. Abbiamo l’opportunità, attraverso il familiare  e relativamente conosciuto, di accedere all’infinitamente grande e sconosciuto. Quando si lavora con i sistemi familiari attraverso le costellazioni è come se potessimo sperimentare in laboratorio quanto i vari membri del sistema siano in risonanza oltre che strettamente connessi e questo balza evidente sin dai primi passi nella rappresentazione dove i rappresentanti vivono intensamente emozioni, sentimenti e stati d’animo,  sensazioni fisiche, che appartengono a coloro che essi rappresentano.

“In una messa in scena è contenuta tutta la conoscenza dello sviluppo di quella famiglia e dei suoi predecessori – nel bene come nel male. Tramite la risonanza possiamo entrare in contatto sia col bene che col male di questa conoscenza: il nostro atteggiamento, il nostro orientamento spirituale nei confronti di questo sistema e quindi della sua rappresentazione, fa risuonare i contenuti del sistema che sono concordi. Questo fenomeno viene chiamato da Rupert Sheldrake “risonanza morfica”, che significa che essi diventano visibili e percepibili. Sono percepibili da tutti i partecipanti ad una rappresentazione che, prendendo parte ad un campo estraneo, siano pronti ad aprirsi a questo fenomeno della risonanza. Un campo ci risponde dunque al livello al quale siamo mentre lo interroghiamo; lo scambio effettivo tra noi ed il campo avviene nel punto in cui noi ci troviamo. Se siamo pronti a ricevere nuove rivelazioni ed interroghiamo dal cuore, il campo ci rende più saggi ed intuitivi di prima, e capita che ci sorprendiamo di ciò che improvvisamente è scaturito da noi.”(Albrecht Mahr)

L’anima della famiglia, del clan, si prende cura di tutti gli appartenenti e veglia affinché nessuno venga escluso o dimenticato, se questo accade, non ha pace finchè, per compensazione, un bambino delle generazioni successive, per Amore, prende su di sé il destino dell’escluso, ricordandolo così, anche con la morte. I bambini dunque sono al servizio dell’equilibrio dei sistemi familiari e, con il loro Amore, evitano danni ancora più gravi al sistema stesso. Ancora una volta è la risonanza che guida i sentimenti , li orienta e li determina.

Ancora una volta vediamo l’essere umano  inserito in una ragnatela di relazioni dove non è possibile escludere nulla, nemmeno un lontano mancato sentire, una dimenticanza, una chiusura del cuore, perché non è concesso nell’Ordine dell’universo; dunque ciò che è rimasto incompiuto sul piano del sentire del cuore, ritorna necessariamente in circolo e si manifesta spesso in modo doloroso nelle nostre vite attuali. Se guardiamo alle creature del cielo, con grande difficoltà possiamo renderci conto, perché l’abbiamo relegato nell’ambito dell’ ”istinto”, che la traiettoria del volo degli uccelli corrisponde a un percorso già stabilito in partenza, una sorta di corridoio aereo che il volatile percorre come se fosse pilotato. A guidarlo è proprio la coscienza di gruppo o l’Anima della sua specie che ha il compito di tradurre sul piano terrestre le leggi cosmiche, attraverso il volo degli stormi e dei singoli esemplari. Ogni creatura che si libra in volo lo fa con un’eleganza che non appartiene solo alla necessità di consumare la minor energia possibile per procurarsi il cibo ma corrisponde anche ad una completa adesione alla volontà della Vita. Ciò significa che la creatura si affida senza riserve all’Aria, l’elemento fisico più inconsistente ed impalpabile, così come noi facciamo con la Terra  che abbiamo sotto i piedi e fluisce attraverso di essa, l’Aria, senza opporre resistenze dovute alla paura, alla reticenza, alla pretesa di essere l’autore delle proprie giornate. I Maestri di ordine più elevato si affidano alla Vita  con lo stesso candore e non pretendono di giudicare ma forse solo di comprendere. Tutti i Maestri evitano di porsi in contrapposizione con il fluire dell’Esistenza perché sanno che il Mondo è perfetto così come è.

“Fintanto che i nostri antenati e i nostri genitori soffrono ancora dentro di noi, siamo privati della vera felicità: Quando facciamo coscientemente un passo – in modo libero, gioioso, toccando la Terra – lo facciamo anche per le generazioni passate e per quelle future. Esse arrivano con noi nel momento in cui lo facciamo e tutti troviamo la pace nello stesso momento”.

(Thich Nath Hahn)

Bibliografia:

“L’infinito potere dell’anima”, di Rajinder Singh – Ediz. Crisalide;

“I poteri straordinari degli animali”, di Rupert Sheldrake – Mondadori;

“La rinascita della natura”, di R. Sheldrake – Il Corbaccio;

“Malattia e destino”, Edizioni Mediterranee.