oltre la tua storia

transp4

Il background familiare e socio-culturale, può autorizzare, favorire o censurare la naturalezza,la profonda complementarietà e vastità dell’espressione vitale. Il più delle volte, questa profonda complessità  viene soggiogata alle leggi difensive della mente, ai doveri, alla morale comune, alle aspettative, alla logica del fare, agli schemi espressivi rigidi e controllati. Al di sotto dell’esigenza di controllare e controllarsi c’è paura di vivere.Paura di non riuscire a contenere  troppa energia, paura di non meritare la pienezza della Vita e la propria Autorealizzazione. Non ultimo, c’è paura di essere “cattivi”, ” fuori dal coro “transp1,  ripudiati dalla cultura e modelli di riferimento cui si è abituati. Ripudiati, soprattutto da quella voce che  parla continuamente all’interno, da quell’Ego che ci vorrebbe perfetti, coerenti, unilaterali, sempre pronto a giudicare pesantemente ogni deviazione spontanea dei programmi e dei doveri.

Allora, ecco l’esigenza d’una ricerca/cura del Sé profondo, essenziale – reale – che sappia guardare, respirare, Essere ampiamente. Farsi contenitore, espressione e canale di quell’immensa, complessa pur oscura ricchezza archetipica che, se da un lato ci allontana dai processi della “ ragione “, dall’altro ci avvicina a quelli dell’Intuizione, dell’Unità, della Creatività, della Guarigione.

Il contatto, l’accettazione, l’elaborazione ed una contestualizzata espressione degli archetipi presenti nella propria storia personale ed universale sono i principali strumenti, snodi interpretativi nonché terapeutici utilizzati dalla psicologia TRANSPERSONALE, così chiamata per la prima volta da Roberto Assagioli nella sua  celebre “ Psicosintesi “ e l’orientamento vanta personalità quali C.G. Jung,  S. Grof , E.C.Mendes, A.Mindell , Pierluigi Lattuada. L’ampiezza, la completezza, “ l’Oltre “ dell’approccio transpersonale risiede in una sensibilità che va al di là della dimensione psicosomatica; non solo vi è una lettura unitiva dei processi mente-corpo ma pure un’espansione di questi in una dimensione  ignorata dalla psicologia ortodossa, la dimensione spirituale, cosmica. Ognuno di noi è, difatti, ”.. non soltanto ciò che ritiene di sapere di transp3sé (conscio)  e ciò che non vuol sapere di sé (inconscio) ma pure ciò che è stato e non sa, ciò che potrebbe essere e non è (Superconscio)..” (Lattuada).

Il lavoro sui vissuti familiari, nella visione transpersonale, è presente e costituisce un’importante “ base “ da cui protendersi e in cui ritornare quando lo richieda il contesto ma , in questo percorso che varca la soglia dell’ordinario e del già conosciuto, acquisisce vitale rilievo il contatto con le zone “ ombra “, con il patrimonio di sogni, immagini ed energie ancestrali colme di potenziale vitale dimenticato.

Acquisisce profondo rilievo il contatto con Lo Straordinario celato in ogni essere umano.

La cura delle “ ombre “ insieme ad una celebrazione pacificata nella nostra vita degli archetipi, ci permette l’accesso alla Pace, al Benessere, all’Amore Universale.

Mariateresa Ruocco Conte Sagara

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