l’anima della famiglia

La psicogenealogia è un paradigma di lettura bio-psico-emozionale a respiro transgenerazionale in grado di condurci nella comprensione e guarigione di noi stessi attraverso la conoscenza, accettazione e ristrutturazione della nostra storia familiare che avviene con l’ausilio di vari strumenti (quali la studio del proprio albero genealogico, il Genogramma familiare di Anne A. Schutzenberger, le Costellazioni Familiari di B. Hellinger, la Teatralizzazione e lo Psicorituale di A. e C. Jodorowsky).

La psicogenealogia nasce ufficialmente in seno alla ricerca psicologica in ambito psicanalitico e si sviluppa grazie ai contributi di Anne A. Schutzenberger e la sua celebre ” Sindrome degli antenati”, grazie a N. Abraham e M. Torock all’interno dell’approccio sistemico della scuola di Palo Alto in California e, non ultimo, si avvale delle illuminanti ricerche di Claude Sabbah e la sua “biologia totale degli esseri viventi” (Claude Sabbah è stato allievo del grande G.R. Hamer fondatore della Nuova Medicina). A tal riguardo, è degno di nota l’approccio integrato, insieme biologico, cellulare e genealogico di Gerad Athiàs, medico illuminato e autore di diverse pubblicazioni tra le quali suggerisco i tre volumi su ” L’origine familiare della malattia” come pure “Le corps point par point”(il corpo punto per punto).

Se, ufficialmente, sono state le scienze psicologiche e biologiche in ambito clinico a dare corpo all’ormai vasta letteratura a sostegno del paradigma psicogenealogico, meno ufficialmente ma con evidenza di fatti, possiamo dire che la psicogenealogia è stata sempre utilizzata dall’uomo per guarire e per guarirsi come evidenziano gli studi sullo Sciamanesimo di Carlos Castaneda ampiamente abbracciati ed approfonditi personalmente da Alejandro e Cristobal Jodorowsky.

Alejandro, che ha svolto numerosissime ricerche sugli sciamani e guaritori del sud America pur fuori dall’ambito clinico (in particolare, ricordiamo la celebre guaritrice messicana “Paquita”), ha scoperto che quest’ultimi utilizzano simboli che attingono all’Inconscio collettivo, potenti suggestioni che sbloccano le forze guaritrici innate di ogni persona. Dice Alejandro :”…Siamo marcati dall’universo psicomentale dei nostri antenati; nascere in una famiglia vuol dire esserne posseduti e questo possesso si trasmette di generazione in generazione. La persona “stregata” si converte in “stregone” proiettando sui suoi figli ciò che prima era proiettato su di lei…a meno che non si acquisti coscienza della situazione e si rompa il circolo vizioso”.

Dall’approccio fenomenologico, grazie al genio di B. Hellinger, si sviluppano le Costellazioni Familiari che sono strumento di osservazione, ascolto e guarigione dell’Anima della Famiglia pur rappresentando, parallelamente alla psicogenealogia, una modalità interpretativa (simile ma con delle differenze) degli accadimenti e delle relazioni familiari. B. Hellinger sostiene la centralità de “Gli ordini dell’amore”( è anche il titolo di un suo libro) e del “giusto posto nella famiglia” secondo un orientamento gestaltico e spirituale insieme, che vede e promuove il recupero del proprio Sè attraverso un’osservazione ed accettazione rispettose e amorevoli del proprio “posto” in famiglia e dei vissuti dei propri genitori, nonni ed antenati.

Hellinger sostiene che, per legittimarsi alla Vita, al Benessere, all’Amore, è indispensabile “prendere i genitori” nel cuore così come sono. Una tale accettazione sancisce il passaggio all’età adulta e rende possibile l’Autorealizzazione.

Leggere l’albero genealogico

La lettura di un Albero genealogico presuppone diversi elementi: 

  • siamo intenzionati a comprenderlo con il cuore;
  • siamo disposti a crescere ed a sostenere la crescita;
  • siamo a conoscenza della storia familiare riguardante i nostri genitori (e fratelli), i nostri nonni (e fratelli), i nostri bisnonni (e fratelli) con relative date di concepimento, nascita e (per chi non c’è più) con le relative date di morte

Rappresentano informazioni importanti:

  • traumi dovuti all’esperienza della guerra;
  • abusi psichici, fisici e sessuali vissuti da uno o più componenti;
  • aborti
  • perdita di componenti in età neonatale
  • morte precoce di un componente per malattia grave/suicidio/”incidente”
  • malattie gravi fisiche e psichiatriche che si protraggono per più di dieci anni in uno o più componenti;
  • tendenze suicide e/o ricorso all’alcool ed alle droghe che si protraggono per più di dieci anni in uno o più componenti;
  • sintomatologia depressiva che si protrae da più di dieci anni, in uno o più componenti;
  • emigrazioni transcontinentali;
  • scomparsa o fuga di un componente;
  • presenza di bambini, nell’Albero, nati con disturbi fisici e genetici;
  • date di nascita e/o concepimento e/o morte che coincidono tra alcuni componenti
  • la presenza di vergogna/fobie/paure irrazionali/ e/o condizioni esistenziali disagevoli (fallimento, senso di esclusione, povertà) che si protraggono per più di dieci anni da uno o più componenti

*La totale o parziale disinformazione riguardo il proprio Albero rappresenta essa stessa elemento di attenzione essendo quest’ ultima un’arcaica strategia di sopravvivenza volta a “proteggere dal rischio” ed assicurare il proseguimento biologico, costi quel che costi, del clan. In questa situzione specifica, è condizione sufficiente (come suggerisce Gerard Athiàs) informarsi sugli accadimenti risalenti al diciottesimo mese prima della nostra data di nascita.

Per avere un quadro della situazione genealogica quanto più completo, possiamo disegnarlo su un foglio grande ed aggiungere, seguendo i suggerimenti di Anne A.Schutzenberger e del suo genogramma:

  • il tipo di relazione familiare che i componenti hanno tra di loro;
  • il tipo di relazione emozionale che i componenti hanno tra di loro;
  • la situazione medico-genetica di ogni componente

Infine, a lato dell’Albero sullo stesso foglio, possiamo riportare in una tabella quello che si è rappresentato.

Strumenti di guarigione genealogica

Approccio gestaltico spirituale delle Costellazioni:  il lavoro si svolge facendo i registi e “mettendo in scena” la struttura della propria famiglia, scegliendo dei rappresentanti per il nucleo familiare di origine (compreso il richiedente) che via via, grazie ai movimenti dell’anima (così chiamati da B. Hellinger) si estende fino ad arrivare ai nonni ed ai bisnonni ed eventuali componenti dimenticati. Il facilitatore fa da rispettoso traduttore di ciò che osserva e, nello stesso tempo, sostiene spiritualmente e con piccoli, mirati interventi, il movimento dell’Anima familiare nel campo. Sono possibili, in questo spazio dell’Anima, liberazioni emozionali forti, in particolar modo pianto e tenerezza che si esprimono nei partecipanti sotto forma di spontanei, lunghi abbracci.

* Nella specificità del lavoro individuale, in mancanza di altre persone fisiche, si utilizzano dei piccoli pupazzi.

Approccio psico-sciamanico jodorowskyano: il richiedente entra nel processo di guarigione da attore principale ed opera una teatralizzazione o traduzione metaforica del disturbo e/o della situazione che causa dolore insieme al facilitatore ed al gruppo (spesso coinvolto interamente); l’intensità della teatralizzazione e l’utilizzo di forti suggestioni e simboli dell’incoscio collettivo, non di rado inducono il richiedente a piangere, liberare parole, sentimenti, paure, memorie sopite da tempo. L’esperienza, nella modalità jodorowskyana, si conclude sempre con la prescrizione, nei giorni che seguono, di precisi psicorituali da seguire alla lettera per portare a termine il processo di guarigione.

*Gli psicorituali hanno una validità terapeutica antichissima che si basa sulla consapevolezza di quanto il nostro cervello (di natura analogica ovvero che non distingue tra passato, presente, futuro) abbia necessità di specifici riti simbolici ovvero di codici bio-psico-cellulari per comprendere, sancire il passaggio da una fase all’altra della vita, dall’infanzia all’adolescenza, dal nubilato al matrimonio, dalla malattia alla salute etc.

Approccio bio-cellulare-genealogico di Gerard Athiàs: eccellente sintesi tra l’approccio Jodorowskyano e la biologia totale degli esseri viventi di Claude Sabbah, il richiedente ha l’opportunità di lavorare con un terapeuta e medico che propone un profondo lavoro verbale e di teatralizzazione (i seminari di Gerard hanno una durata di 4-7 giorni) che mettono a nudo il “risentito”(ovvero l’emozione di base) che è all’origine del disagio e che ha portato il corpo ad esprimersi nella soluzione biologica più adeguata in quel momento in presenza di quel particolare stress. L’intenso lavoro di decodifica biologica del disagio (a quale stress ha reagito il corpo? per che tipo di situazione vissuta da quale antenato?) si svolge tramite alcuni strumenti utilizzati dal terapeuta tra cui “le 22 etincelles de vie”, la comprensione del corpo attraverso gli arcani maggiori, e porta ad entrare lentamente nella memoria cellulare dell’organo interessato; il richiedente, accede così ad informazioni che gli permettono di prendere coscienza della programmazione ancestrale sciogliendo il messaggio della malattia che, compresa, perde la sua presenza e utilità.

Un supporto nel processo di guarigione può essere fornito anche dallo psicodramma di Moreno, una psicoterapia di gruppo ispirata al teatro con tanto di palcoscenico e improvvissazioni. Nello psicodramma, il terapeuta chiede al soggetto di rappresentare un ruolo significante per lui che sente collegato al suo disagio; quest’ultimo esteriorizza i suoi vissuti, il ruolo scelto, davanti ad un pubblico attivo che viene invitato ad osservare e reagire nonchè ad interagire liberamente con attore e spettatore.

Mariateresa Ruocco Conte

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