benessere bio-psico-spirituale

” Realizzare la divinità interiore “

 ” Siete qui con il solo proposito di realizzare la vostra

divinità interiore e manifestare la vostra innata

illuminazione “ 

 

Morihei Ueshiba

               

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benessere bio-psico-spirituale, Famiglie e Guarigioni

” Nuovi parametri di coscienza “

Crescere in una famiglia vuol dire spesso assorbire una gran quantità di corpi inibitori. Quest’ultimi sono idee, morali coercitive trasmesse con i comportamenti o imposte sin dalla più tenera età e che diventano i nostri gendarmi interiori. Alcuni esempi sono le convinzioni, tante volte espresse igenuamente, come : ” La vita è una battaglia “, ” L’amore non esiste “, ” Il denaro è sporco “, ” L’essere umano è cattivo”, ” Siamo una famiglia di falliti ” etc…

Il Buddha diceva : “Con le nostre idee creiamo il mondo” ed i più piccoli di un Albero, creano il loro piccolo mondo con le “idee”che risuonano nella casa, nei gesti, nelle energie e nei corpi dei genitori. Perchè? Perchè per un bambino la cosa più importante è vivere ed assicurarsi di essere nutrito e protetto; per assicurarsi ciò non ha altra strategia se non quella di essere accettato, integrato e di piacere ai genitori. La non accettazione, il disprezzamento – a livello arcaico – risuonerebbe nella sua coscienza come una condizione di morte. Così, finisce per incorporare i comportamenti e le emozioni del padre e della madre come fossero propri arrivando a patire le stesse sofferenze senza aver avuto la stessa esperienza dolorosa in un fenomeno di totale identificazione. In qualche modo, il bambino si trasforma nei genitori, padri e figli diventano una sorta di gemelli in un fenomeno di narcisismo protettivo. Le difficoltà arrivano quando questa fase non viene superata ed i più piccoli, diventati adulti, non riescono a portare a compimento il processo della propria individuazione; assuefatti al modo di essere ed alle emozioni dei genitori, non trovano posto per le loro istanze interiori, vitali e di crescita e fanno ad oltranza i loro ” specchi ” affinchè possano continuare a riconoscersi.

Da questo gioco arcaico è possibile uscire con nuovi parametri di coscienza. Innanzitutto, prendendo consapevolezza che ammettere le manchevolezze del proprio Albero non vuol dire essere ” ingiusti ” , ” cattivi”, ” non cresciuti “. Quest’analisi lucida della propria storia familiare ha un fine profondamente amorevole. Prende spunto dagli elementi di sofferenza vissuti non per sterile condanna ma al fine di permettere, nel naturale processo alchemico universale retto e governato dagli opposti, la trasmutazione del dolore in gioia, delle ingiustizie in perdono, delle costrizioni in libertà, del conflitto in armonia, della negazione in consapevolezza ri-creativa e gioiosa. Soltanto in questo modo è possibile risvegliarsi ad un atteggiamento di forza e di potere – anzichè di fatalità o vittimismo – nei confronti del proprio destino.

COMPRENDERE IL PROPRIO ALBERO GENEALOGICO, costellazioni familiari, Senza categoria

“Giovani e ombre”

Non è raro incontrare genitori e insegnanti preoccupati, tormentati da figli e studenti dal conportamento inspiegabile, destabilizzati e destabilizzanti nel loro irregolare percorso. Adolescenti irascibili e aggressivi oppure depressi, dipendenti dagli stupefacenti o ancora rintanati in casa vittime della sovra-alimentazione e dell’iper esposizione ai programmi televisi. Questi ragazzi hanno in comune il dolore. Questi ragazzi si stanno facendo carico del dolore al posto dei genitori, ed è spesso un dolore antico che la nuova generazione di adulti non vuole vedere.

Per quanto possa sembrare incredibile, i più giovani di un Albero genealogico sono le guide dell’Albero stesso che, con le loro “devianze” segnalano i vuoti, le dimenticanze, le tragedie taciute e mai elaborate. Soltanto predisponendoci con amore e nell’amore possiamo guarirli e guarire.

CHI MI MANCA?

Questa la domanda da porci. Quando figli, nipoti, qualsiasiasi bambino/adolescente della famiglia ci destabilizza con la sua condotta, prendiamoci cinque minuti, chiudiamo gli occhi e sentiamo, dal profondo, se ci manca qualcuno. Dentro di noi incontriamo tutti coloro che fanno parte dell’Albero. Li guardiamo tutti negli occhi, anche coloro che non ci sono più da tempo. Diciamo loro: “Ti vedo. Ti rispetto. Ti accolgo nell’anima”.

Immediatamente, ci sentiamo meglio. Possiamo renderci conto, in questo modo, se manca qualcuno, qualcuno che la famiglia ha vissuto come un peso di cui ci si voleva liberare o come un dolore troppo forte da conservare. Guardiamo anche loro negli occhi e diciamo: “Ti vedo. Ti rispetto. Ti voglio bene e ti riservo nel mio cuore il posto che ti spetta.”

In questo modo, possiamo sentirci più pieni e lasciare che l’energia della vita fluisca liberaramente, come un fiume di rispetto e pace, attraverso di noi ed i più piccoli dell’Albero.

costellazioni familiari

“Il Campo di Risonanza della famiglia” di Roberto Amerio

Tutto ciò che è vivente è vibrazione: i nostri pensieri, la luce, il suono e la totalità delle energie conosciute. La terra stessa emette vibrazioni di ordine elettrico,  tellurico, magnetico. Nel momento in cui ci occupiamo seriamente degli effetti vibratori degli esseri e delle cose, ci accorgiamo che le proprietà di questa vera e propria “carne vibratoria” sono illimitate. Esse spiegano molto bene le affinità, le simpatie e i legami fra gli esseri così come le loro opposizioni.

          Possiamo semplicemente scoprire un punto d’acqua, come fanno i rabdomanti o comprendere perché è così importante essere in contatto con un buon terreno, camminare a piedi nudi ed essere il più possibile in relazione con gli elementi naturali. Gli Aborigeni dell’Australia ascoltano con i piedi e sanno ciò che accade a centinaia di chilometri. Gli Indiani, incollando l’orecchio al suolo, ricevono informazioni da distanze considerevoli. Il sesto senso, caratteristico degli animali, che noi disprezziamo tanto,  è la possibilità di captare meglio delle onde che, sotto molteplici forme (odori, suoni; movimenti di forme), permettono loro di seguire la selvaggina, ritrovare una pista, camminare per centinaia, migliaia di chilometri.  Il termine “vibrazione” abbraccia un campo di realtà complesse. Vibrazione energetica e vibrazioni nel senso psichico e spirituale del termine. Noi siamo influenzati dai nostri sentimenti ed essi ci guidano, creando campi vibratori positivi o no fra gli esseri. La distanza non cambia nulla nella materia. Gli innamorati, anche se lontani, sanno quando sono in conflitto o, al contrario, in armonia. Le coincidenze del telefono che squilla quando si pensa intensamente all’altro non si contano.

La risonanza del campo vivente è energetica e affettiva al tempo stesso e le vibrazioni assumono tutte le colorazioni e rivestono tutte le forme. Se tutto nasce dalla vibrazione è perché essa è creata da un principio ancora più sottile. Gli alchimisti assimilano la vibrazione alla “materia prima”, la materia originaria. Essa non proviene da un principio creato ma dall’increato. E’ il Logos degli antichi Greci, lo Shabd dei Veda, il Naam degli Indu, il Kalma dei Sufi o la Voce del Silenzio dei Teosofi. Ciò che vediamo è sempre la punta dell’iceberg di ciò che non vediamo: dai cristalli alle nebulose, dalle molecole biologiche alle grandi organizzazioni cosmiche, dal basso all’alto della scala, esiste un Ordine armonico soggiacente di cui la Natura, in tutte le sue forme, è la manifestazione più evidente. Il reale è lo specchio di una realtà in cui tutte le cose della stessa natura sono in consonanza e in corrispondenza tra di loro. Ogni vibrazione riceve e assorbe vibrazioni della stessa natura di quelle che può trasmettere.

Questo è il principio della risonanza o simpatia.

Quando riscopriremo che la vita obbedisce ad un unico principio, l’Essere Umano cesserà di essere separato da se stesso e dall’universo. Nella rappresentazione di un sistema familiare entriamo in contatto, come in un tempio, un laboratorio, con il campo vibratorio di quella particolare famiglia, come in basso così in alto. Abbiamo l’opportunità, attraverso il familiare  e relativamente conosciuto, di accedere all’infinitamente grande e sconosciuto. Quando si lavora con i sistemi familiari attraverso le costellazioni è come se potessimo sperimentare in laboratorio quanto i vari membri del sistema siano in risonanza oltre che strettamente connessi e questo balza evidente sin dai primi passi nella rappresentazione dove i rappresentanti vivono intensamente emozioni, sentimenti e stati d’animo,  sensazioni fisiche, che appartengono a coloro che essi rappresentano.

“In una messa in scena è contenuta tutta la conoscenza dello sviluppo di quella famiglia e dei suoi predecessori – nel bene come nel male. Tramite la risonanza possiamo entrare in contatto sia col bene che col male di questa conoscenza: il nostro atteggiamento, il nostro orientamento spirituale nei confronti di questo sistema e quindi della sua rappresentazione, fa risuonare i contenuti del sistema che sono concordi. Questo fenomeno viene chiamato da Rupert Sheldrake “risonanza morfica”, che significa che essi diventano visibili e percepibili. Sono percepibili da tutti i partecipanti ad una rappresentazione che, prendendo parte ad un campo estraneo, siano pronti ad aprirsi a questo fenomeno della risonanza. Un campo ci risponde dunque al livello al quale siamo mentre lo interroghiamo; lo scambio effettivo tra noi ed il campo avviene nel punto in cui noi ci troviamo. Se siamo pronti a ricevere nuove rivelazioni ed interroghiamo dal cuore, il campo ci rende più saggi ed intuitivi di prima, e capita che ci sorprendiamo di ciò che improvvisamente è scaturito da noi.”(Albrecht Mahr)

L’anima della famiglia, del clan, si prende cura di tutti gli appartenenti e veglia affinché nessuno venga escluso o dimenticato, se questo accade, non ha pace finchè, per compensazione, un bambino delle generazioni successive, per Amore, prende su di sé il destino dell’escluso, ricordandolo così, anche con la morte. I bambini dunque sono al servizio dell’equilibrio dei sistemi familiari e, con il loro Amore, evitano danni ancora più gravi al sistema stesso. Ancora una volta è la risonanza che guida i sentimenti , li orienta e li determina.

Ancora una volta vediamo l’essere umano  inserito in una ragnatela di relazioni dove non è possibile escludere nulla, nemmeno un lontano mancato sentire, una dimenticanza, una chiusura del cuore, perché non è concesso nell’Ordine dell’universo; dunque ciò che è rimasto incompiuto sul piano del sentire del cuore, ritorna necessariamente in circolo e si manifesta spesso in modo doloroso nelle nostre vite attuali. Se guardiamo alle creature del cielo, con grande difficoltà possiamo renderci conto, perché l’abbiamo relegato nell’ambito dell’ ”istinto”, che la traiettoria del volo degli uccelli corrisponde a un percorso già stabilito in partenza, una sorta di corridoio aereo che il volatile percorre come se fosse pilotato. A guidarlo è proprio la coscienza di gruppo o l’Anima della sua specie che ha il compito di tradurre sul piano terrestre le leggi cosmiche, attraverso il volo degli stormi e dei singoli esemplari. Ogni creatura che si libra in volo lo fa con un’eleganza che non appartiene solo alla necessità di consumare la minor energia possibile per procurarsi il cibo ma corrisponde anche ad una completa adesione alla volontà della Vita. Ciò significa che la creatura si affida senza riserve all’Aria, l’elemento fisico più inconsistente ed impalpabile, così come noi facciamo con la Terra  che abbiamo sotto i piedi e fluisce attraverso di essa, l’Aria, senza opporre resistenze dovute alla paura, alla reticenza, alla pretesa di essere l’autore delle proprie giornate. I Maestri di ordine più elevato si affidano alla Vita  con lo stesso candore e non pretendono di giudicare ma forse solo di comprendere. Tutti i Maestri evitano di porsi in contrapposizione con il fluire dell’Esistenza perché sanno che il Mondo è perfetto così come è.

“Fintanto che i nostri antenati e i nostri genitori soffrono ancora dentro di noi, siamo privati della vera felicità: Quando facciamo coscientemente un passo – in modo libero, gioioso, toccando la Terra – lo facciamo anche per le generazioni passate e per quelle future. Esse arrivano con noi nel momento in cui lo facciamo e tutti troviamo la pace nello stesso momento”.

(Thich Nath Hahn)

Bibliografia:

“L’infinito potere dell’anima”, di Rajinder Singh – Ediz. Crisalide;

“I poteri straordinari degli animali”, di Rupert Sheldrake – Mondadori;

“La rinascita della natura”, di R. Sheldrake – Il Corbaccio;

“Malattia e destino”, Edizioni Mediterranee.

 

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“La figlia che non vuole studiare”

 Tratto dal libro: “Costellazioni familiari” di Bert Hellinger:

HELLINGER a una donna: di cosa si tratta?

DONNA: mia figlia non vuole andare a scuola. Fa la quarta elementare. Si rifiuta di andare a scuola e di uscire di casa.

HELLINGER: e il padre della bambina?

DONNA: Il padre è molto più giovane di me. Non siamo stati insieme per molto tempo. Abbiamo più volte tentato di separarci. Ho cercato spesso di discutere l’argomento ma lui è troppo preso con sè stesso.

HELLINGER: Allora inizierò con la bambina.

Hellinger sceglie una rappresentante per la figlia e le chiede di disporsi nel campo. La figlia muove nervosamente le dita e si sfrega le mani. Poi guarda a terra. Hellinger le chiede di ritornare un attimo a sedersi. Sceglie una rappresentante per la madre della bambina. la rappresentante volta la testa dall’altra parte. Poi guarda a terra e stringe i pugni. Si accuccia e strofina il pavimento con una mano come se volesse lavare via qualcosa. Stringe l’altra mano a pugno. A questo punto, Hellinger, prega la rappresentante della figlia di posizionarsi ad una certa distanza di fronte alla madre. La madre continua a sfregare forte il pavimento.

HELLINGER alla rappresentante della figlia: Dì a tua madre “Mi prendo cura di te”

FIGLIA(rappresentante): “Mi prendo cura di te”

 

La madre continua a sfregare il pavimento e intanto guarda la figlia. La figlia si avvicina alla madre. Quest’ultima si volta e sfrega il pavimento con entrambe le mani. Guarda brevemente la figlia ma poi distoglie lo sguardo. La figlia llarga le braccia come se volesse aiutare la madre che, d’improvviso, s’inginocchia e abbassa la testa fino quasi a toccare il pavimento.

HELLINGER dopo un pò alle rappresentanti: okay, vi ringrazio entrambe. E, alla donna, dice: Ti è chiaro perchè tua figlia vuole restare a casa?

DONNA: mi protegge, mi vuole aiutare

HELLINGER:sì, ha paura che tu muoia o ti uccida.

DONNA annuisce colpita e comincia a piangere. Mi puoi aiutare a capire in che direzione devo guardare?

HELLINGER non mi posso immischiare, c’è un segreto e devo rispettarlo

 DONNA sospira profondamente e annuisce dicendo Lo So 

HELLINGER :certo che lo sai. anche tua figlia lo sa o perlomeno lo percepisce

HELLINGER dopo un pò: Puoi fare un esercizio con tua figlia. La mattina, prima che inizi la scuola, dille: “Ti puoi fidare, oggi resto”. Diglielo prima che va a scuola. Il giorno dopo ripeti: “Oggi resto. Vai pure a scuola”.

LA DONNA: ride sollevata

HELLINGER: okay?

LA DONNA: grazie

HELLINGER (al gruppo): sembra un problema e invece c’è solo amore. La bambina è piena d’amore.